
“Il film non è mai prodotto da un individuo, ma è un'opera collettiva e socialmente influenzata, in cui passato e presente si rincorrono continuamente e in cui si nascondono le tendenze, i modi di pensare, l'immaginario di una società”.
Siegfried Kracauer
Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di avere avuto la sensazione di conoscere un luogo o una persona pur non avendoli mai visti prima. È questo che può accadere quando il nostro vissuto personale si confonde con l’immaginario che abbiamo introiettato attraverso le storie, i film, i personaggi, gli sguardi degli autori. L’arte fa anche questo, stratificandosi nella memoria perde i suoi confini allargando i nostri, amplificando gli orizzonti.
L’arte non è solo uno strumento di conoscenza ma un archivio al quale possiamo attingere per cucire relazioni tra passato e presente, memoria personale e collettiva.
Prova, per esempio, ad esplorare una città che conosci appena ma di cui hai sentito molto parlare, della quale hai virtualmente visitato molti angoli, grazie alla letteratura e al cinema e ai racconti di amici, proprio come ha fatto l’artista Gea Casolaro per la città di Parigi. Ti sorprenderai nel trovare familiare ciò che non lo è, grazie agli sguardi di chi ti ha preceduto.