NUTRIRE IMMAGINARI

 

Cinecittà conserva un interessantissimo ma assai complesso patrimonio culturale: da una parte quello tangibile, materiale che riguarda gli stabilimenti, l’architettura, i set, gli elementi scenografici, e in parte anche i costumi; dall’altra un patrimonio non tangibile, immateriale ma immensamente potente che ha a che fare con la storia e la memoria, personale e collettiva.

Forse anche tu hai qualche rapporto di familiarità, diretta o indiretta, con questo luogo, magari sei venuto per un provino oppure conosci qualcuno che qui ha lavorato. La memoria di Cinecittà è dunque costruita anche su una fortissima tradizione orale che via via si arricchisce sempre più di nuovi aneddoti.
Siegfried Kracauer ha affermato che "Il film non è mai prodotto da un individuo, ma è un'opera collettiva e socialmente influenzata, in cui passato e presente si rincorrono continuamente e in cui si nascondono le tendenze, i modi di pensare, l'immaginario di una società"; tutto ciò che ruota attorno al cinema, dalla macchina produttiva ai film stessi, ha alimentato l’immaginario collettivo ma è vero anche il contrario e cioè che l’immaginario individuale e collettivo hanno sicuramente nutrito il cinema.

Uno scambio reciproco che mescola la realtà con i sogni, le credenze, i miti e le proiezioni che appartengono all’uomo e alla sua storia, in continui rimandi e connessioni che trasformano il cinema in uno specchio che interpreta passato, presente e futuro della nostra società