
La tua esplorazione inizia da Piazzale Scipione Borghese, proprio dietro alla Galleria che porta questo nome. Cerca la Fontana di Venere.
Conosci la sua storia? Venere è una dea romana, che equivale alla greca Afrodite, una delle dee più importanti, nata dalla spuma del mare e considerata la divinità dell'amore, della fertilità e della bellezza, protettrice della vegetazione e della primavera.
La sua figura è stata spesso interpretata e celebrata dagli artisti fin dall'anti-chità, sia attraverso sculture che pitture. In questa scultura la dea Venere nasce dalle acque, più precisamente dagli scogli.
Come sono di solito gli scogli? Prova a ricordare. Che differenza c’è tra gli scogli che tu conosci e questi che hai di fronte? Come mai questi scogli sono ricoperti da vegetazione? Le fontane non nascono per rimanere bianche e anche per questa ragione non sono perfettamente levigate. Quando l’artista le scolpisce crea delle piccole strade, delle venature, perché queste pieghe possano diventare, nel tempo, dei rifugi per tutti quei microorganismi che lì possono annidarsi e svilupparsi per dare vita ad un piccolo ecosistema.
La seconda tappa della tua esplorazione è il Serbatoio dell’acqua marcia.
Il nome potrebbe scoraggiarti un po’ ma vale davvero la pena cercarlo! Quando lo avrai trovato osserva attentamente: sopra al serbatoio c’è un boschetto.
Quello che vedi è il risultato di un fenomeno che si chiama pedogenesi.
Cosa significa? Deriva dalla parola greca pedon che vuol dire suolo e da genesi che vuol dire nascita. In pratica la pedogenesi è quell’insieme di processi fisici, chimici e biologici che portano alla trasformazione della roccia e di tutti i materiali similari in terra. Come fanno? Giorno dopo giorno i microrganismi iniziano a sbriciolare la superficie facilitando l’adesione della terra trasportata dal vento. La terra in parte alimenta i microrganismi e contemporaneamente favorisce l’accumulo di umidità e l’insediamento dei muschi che per svilupparsi hanno bisogno di poca terra ma che aprono il campo alle piante superiori erbacee e anche legnose fino agli alberi. Vi invitiamo a ritornare tra qualche tempo per vedere nel frattempo cosa sarà successo.
La terza tappa è la Fontana dei cavalli.
Qui puoi concentrarti sull’osservazione dei colori. I microrganismi, infatti, hanno sfumature diverse, pigmentazioni differenti, e lo stesso microrganismo cambia addirittura colore nel corso della vita, a seconda dell’ambiente che lo circonda. Quando chiudono l’acqua della fontana, per esempio, diminuisce l’umidità, e così anche la superficie della scultura cambia colore. Ti proponiamo quindi di ritornare anche qui, magari in una stagione diversa, per documentare, con una macchina fotografica, le evoluzioni di cui ti abbiamo appena parlato.
La quarta tappa è il Tempio di Antonino e Faustina.
Si tratta, in realtà, di un finto tempietto, solo scenografico. E’ come il fondale di un teatro in cui gli elementi architettonici servono per creare una ambientazione. Sono false rovine, composte da frammenti corrosi dal tempo e provenienti da architetture antiche di epoca romana. Per questa ragione il tempietto è caratterizzato da una grande varietà di materiali, come per esempio la pietra pomice, che si impregna di acqua perché spugnosa, il travertino, che invece l’acqua la rilascia perché impermeabile e il granito.
La quinta e ultima tappa è la Fonte Gaia, detta anche fontana dei satiri o dei conigli, che sorge nel Giardino del lago.
Qui vogliamo portare la tua attenzione sulle scultura in bronzo che raffigura un satiro e la sua compagna che giocano con il loro piccolo. Il colore del bronzo, infatti, muta nel tempo, a causa dell’esposizione all'aria e all’umidità. Inizialmente perde la caratteristica lucentezza, il colore originario si trasforma in una prima fase in bruno-verde per poi assumere una tonalità marrone scuro tipica della ruggine.
