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Ti sei mai chiesto se le opere d’arte hanno una vita propria? 
L’artista, inevitabilmente, deve prima o poi lasciarle andare al loro destino,  non potrà vegliare su di loro per sempre, come un genitore. Ma a differenza di questi ultimi l’artista può in un certo senso prevedere cosa succederà. Gli artisti sanno che le loro opere si trasformeranno nel tempo e nella maggior parte dei casi lavorano affinché le loro previsioni non vengano disattese. Scelgono quindi i materiali più idonei, i procedimenti più indicati, a secondo del luogo in cui le loro opere verranno allestite. Questo accadeva in passato e accade anche oggi. In particolare le opere esposte alle intemperie, collocate, come in questo caso, all’esterno, sono quelle più soggette a cambiamenti, a volte anche radicali. Così come la nostra pelle si altera nel tempo, registrando tutto ciò che ci accade, fino ad invecchiare, anche la pelle delle opere subisce trasformazioni, provocate da agenti interni ed esterni.
In questo parco, come puoi vedere, gli elementi decorativi sono in armonia con la natura e circondati da esseri viventi: persone, animali, piante; ma ci sono altri organismi che non si vedono tanto facilmente a occhio nudo perché sono piccoli piccoli e si possono osservare, a volte, solo con le lenti di ingrandimento.

Stiamo parlando di alghe, batteri, microfunghi, muschi e licheni. Li conosci? Nei hai mai sentito parlare? Le statue e tutte le costruzioni esposte all’esterno sono soggette al deterioramento in parte legato al vento, alla pioggia, al sole, al ghiaccio, quindi ai fenomeni metereologici, ma questo deterioramento è anche in parte connesso a tutte quelle microscopiche forme viventi che, lentamente, fanno la loro parte, anche se noi non ce ne accorgiamo…almeno non subito!