Gilles Clement, uno dei paesaggisti più famosi del Novecento, ha coniato la definizione di Terzo paesaggio.
Con questa espressione si intendono tutti i “luoghi abbandonati dall’uomo”: i parchi e le riserve naturali, le grandi aree disabitate del pianeta, ma anche spazi più piccoli e diffusi, quasi invisibili: le aree industriali dismesse dove crescono rovi e sterpaglie; le erbacce al centro di un’aiuola spartitraffico, spazi diversi per forma, dimensione e statuto, accomu-nati solo dall’assenza di ogni attività umana, ma che presi nel loro insieme sono fondamentali per la conservazione della diversità biologica.