Il restauro delle opere d’arte contemporanea

 

Il restauro delle opere d’arte contemporanea è una materia ancora relativamente nuova. Parlare di restauro dell’arte contemporanea può sembrare contraddittorio, in quanto le opere per definizione “attuali” non dovrebbero necessitare di cure contro l’invecchiamento. In realtà non è così perché all’interno della classificazione dell’arte contemporanea ci si riferisce ad un arco temporale secolare, che parte dalle avanguardie storiche e arriva ad oggi. All’interno di questo periodo sono cambiate molte cose, soprattutto per quanto riguarda l’impiego di nuovi materiali del fare artistico. Gli artisti hanno impiegato i materiali più svariati: da quelli di produzione industriale ai materiali di scarto reperiti nelle di-scariche, sino a produrre lavori tecnologicamente più sofisticati utilizzando supporti digitali. Il principale problema de-rivante dal punto di vista conservativo è che, a differenza dell’arte tradizionale, nel contemporaneo difficilmente si possono trovare impiegati materiali di fabbricazione artigianale, la cui durata sarebbe garantita dalla cura della prepa-razione manuale, fatta dall’artista stesso. Oggi non esiste più una tecnica canonizzata da manuale tramandata da bot-tega a bottega o da un’accademia. Nel XX secolo ogni artista ha una sua tecnica, individuale e non trasmissibile. 
I restauratori di oggi, dunque, non conoscendo ancora i diversi risvolti conservativi dei nuovi materiali e delle diverse tecniche, si trovano in una situazione che definiremmo in progress, che va definita caso per caso studiando i materiali e le tecniche esecutive con l’apporto sia di indagini diagnostiche che di interviste dirette con gli artisti e i loro collaboratori al fine di mettere a punto il corretto intervento di restauro che rispetterà – attingendo alla teoria del restauro tradiziona-le - ai criteri di reversibilità, compatibilità e durabilità.