Tra le opere del ‘900 che hanno abitato temporaneamente il Chiostro del Bramante troviamo il ritratto Girl with a kitten del 1947, uno degli otto ritratti che Lucian Freud fece della sua prima moglie, Kathleen Garman. La donna ha uno sguardo perso nel vuoto mentre tiene un gattino dal collo. Il gattino invece con uno sguardo serio si rivolge direttamente allo spettatore e sembra quasi richiamarlo a un senso di responsabilità: sono passati sette anni da quando Londra è stata bombardata e da pochissimo la Seconda Guerra Mondiale si è conclusa. Ogni elemento del dipinto è raffigurato con precisione grazie all’utilizzo di pennelli di zibellino che sono molto sottili e permettono di cogliere tutti dettagli dell’iride e dei capelli. In seguito, Freud cambierà pennelli, utilizzando quelli di setola di maiale, grossi e ruvidi che gli permetteranno di cogliere quella “verità” che aveva cercato per tutta la vita.
Francis Bacon dipinge Study for Portrait II (after the Life Mask of William Blake) nel 1955 basandosi sulla maschera funeraria del poeta e pittore William Blake. Bacon non ritraeva i modelli dal vivo ma preferiva un'immagine mediata del corpo, presa da una rivista o da una fotografia o, come in questo caso, da una maschera. Il dipinto è costruito con delicati strati di vernice e la testa sembra fluttuare nel vuoto, avvolta nell’oscurità. Se il nero smorza ogni intento narrativo, con il rosa e malva Bacon stabilisce una relazione ambigua tra maschera di cera e carne umana.
Un'opera del passato che è possibile vedere dal Chiostro del Bramante è l’affresco di Raffaello "Le Sibille". Dal secondo piano del loggiato, aperto al pubblico è possibile vedere l’affresco di Raffaello realizzato nel 1515 in Santa Maria della Pace da una prospettiva inusuale: da una vetrata che crea un affaccio sulla chiesa l’affresco largo circa 6 metri è davanti allo spettatore, non più in alto ma allo stesso livello di visione.
L’affresco è stato commissionato da Agostino Chigi per decorare la sua cappella in Santa Maria della Pace. Raffaello riprende l’iconografia classica delle sibille che nell’immaginario rinascimentale era ben presente dopo che Michelangelo le aveva raffigurate negli affreschi della Cappella Sistina in Vaticano. Raffaello dipinge i corpi sinuosi di tre sibille visibilmente giovani - la sibilla Persiana, Frigia e Tiburtina - mentre il corpo anziano è da identificare con la Sibilla Cumana.


