Negli ultimi anni il Chiostro del Bramante ha aperto le sue porte anche all’arte contemporanea e avviato una collaborazione con la Tate di Londra, come nel caso della mostra “Bacon, Freud, la Scuola di Londra”. Precedentemente, questo spazio ha ospitato una trilogia di mostre di arte contemporanea: “Love”, “Enjoy” e “Dream” e i linguaggi artistici più attuali sono entrati negli gli spazi rinascimentali.
Grandi mostri piumati, alberi capovolti, pareti rivestite di prati e natura, cieli stellati in una stanza e tramonti “in loop”, installazioni sonore e prati fioriti hanno trasformato un luogo storico della città di Roma in un caleidoscopio di emozioni per i visitatori contemporanei!
Un luogo di silenzio, di meditazione, un tempo chiuso al pubblico laico della città e che oggi si apre a tutti come luogo promotore di cultura e di condivisione per la collettività.
Collettività, condivisione e trasformazione dello spazio sono i temi dell’opera di Michael Lin che nel 2018 il Chiostro del Bramante ha commissionato per "Enjoy". L’opera, un enorme “giardino dipinto”, un “cielo fiorito”, è stata realizzata site specific dall’artista e dal suo Studio con la collaborazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Rufa Academy insieme ad altri licei d’arte romani. L’artista ha creato un ambiente monumentale che trasfigura l’architettura rinascimentale di Donato Bramante modificando completamente la percezione dello spazio classico. Un’installazione da vivere, che invitava il pubblico a percepire il Chiostro come luogo di incontro e di partecipazione collettiva.
Il contemporaneo si fonde con un luogo storico della città di Roma e artisti contemporanei entrano in dialogo con la storia dell’arte in un gioco di rimandi e relazioni.
Gianni Politi nei suoi dipinti, torna spesso su un dato biografico e su un riferimento alla storia dell’arte: il ritratto del padre si fonde e si confonde con il ritratto di "Gaetano Gandolfi Studio per uomo con la barba" (1770). Un ritratto che media un ricordo, a metà tra realtà e la sua rappresentazione che fa pensare al ritratto di William Blake di Francis Bacon, presente nella mostra al Chiostro "Study for Portrait II (after the Life Mask of William Blake)" del 1955.
Politi racconta, a proposito dell’utilizzo di diverse tipologie di pennelli da parte di Freud, l’episodio in cui Tonino Guerra si offrì di buttare via alcuni pennelli con i quali il pittore Giorgio Morandi aveva realizzato alcune sue opere e ormai inutilizzabili. Ma il pittore replicò che li “avrebbe seppelliti in giardino”.
Nel focus puoi scoprire tre capolavori della storia dell’arte per un percorso tra classico e contemporaneo.
Un cortometraggio per approfondire: La favola del pennello di Andreas Kassel, 2008.