Relazioni

 

Alla sua nascita, il MAXXI destò meraviglia quanto dissapore. Pareti inclinati, percorsi mai uguali, perdita di orientamento innervosivano chi lo visitava o chi, come gli artisti e i curatori, doveva relazionarsi con questi spazi. Una reazione che ricorda lo stupore e la disapprovazione suscitata nel lontano 1943 dalla realizzazione a New York del museo “a spirale” del Solomon R. Guggenheim Museum di Frank Lloyd Wright. Oggi al MAXXI si possono vedere mostre di arte, fotografia e architettura che riflettono i linguaggi e le indagini più attuali in stretta relazione sia alla natura di questo spazio espositivo che, mostra dopo mostra, viene sperimentato e messo alla prova, sia alla città di Roma. Al suo ingresso, infatti, il pubblico è accolto dall’opera "Sonic Mappings" (2014), di Bill Fontana, un’installazione sonora che riproduce i suoni dell’acqua che zampilla e scorre dai sotterranei e dagli acquedotti di Roma che alimentano da secoli le numerose fontane, prima tra la splendida Fontana di Trevi.

La ricerca di Giuseppe Pietroniro è incentrata sul rapporto tra la realtà e la sua immagine, tra lo spazio fisico e la sua rappresentazione. Con le sue opere l’artista altera questa percezione, generando nel pubblico un senso di disorientamento e di riflessione sulla natura delle percezioni ed emozioni.

Nel focus potrai scoprire tre capolavori del MAXXI. 

Una lettura per approfondire: Memorie della mia vita di Giorgio de Chirico, La Nave di Teseo, 2019.
 

 

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