
Il primo uomo nello spazio è stato l’astronauta russo Yuri Gagarin nel 1961 che, a bordo della navicella spaziale Vostok 1 (che in russo significa Oriente 1), lasciò l'atmosfera terrestre portando a termine un giro intorno alla terra in 108 minuti a una quota massima di 302 km. Guardando la terra da così lontano Yuri disse "Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini".
Pochi anni dopo nel 1969 l’uomo mise il primo piede sulla Luna: si trattava della missione Apollo 11 che vide protagonisti gli astronauti Neil Amstrong e Buzz Aldrin; quest’ultimo passato alla storia come il secondo uomo che calpestò la superficie lunare, esattamente 19 minuti dopo Amstrong!
Il superamento dei confini della Terra fu una vera e propria rivoluzione: l’uomo si trovava a disposizione uno spazio di esplorazione senza alcun limite effettivo: l’infinito, appunto, verso il quale finalmente si poteva affacciare per svelarne i misteri.
E gli artisti? Anche loro, esattamente come gli astronauti, iniziarono ad esplorare senza alcun limite i linguaggi dell’arte. Per esempio, Lucio Fontana, negli stessi anni, abbandonò la pittura tradizionale immaginando uno spazio oltre quello limitato della tela e creando i suoi Concetti spaziali: opere fatte di segni e materia in cui non c’è più confine tra pittura e scultura.
Una volta Lucio disse “Pensavo all’astronauta che arriva nel silenzio atroce dello spazio, davanti a queste superfici che da miliardi di anni sono lì, […] e allora lascia un segno vitale del suo arrivo, desiderio di far vivere questa materia inerte”.
Anche Lucio ha compiuto un gesto vitale che ha lasciato il segno. Attraverso i suoi energici tagli, e non solo quelli, ha dichiarato finita un’epoca, aprendo la strada ad altri artisti che da quel momento hanno potuto esplorare nuove ed infinite possibilità oltre la tela e lo spazio bidimensionale.