
La tua esplorazione inizia da Piazza Orazio Giustiniani, proprio di fronte all’ingresso dell’ ex Mattatoio di Roma, ideato tra il 1888 e il 1891 da Gioacchino Ersoch per dotare la città di un uno stabilimento moderno per la mattazione e il mercato della carne. L’enorme area su cui sorge il Mattatoio si sviluppa dalle pendici del Monte dei Cocci al fiume Tevere.
Prima di entrare osserva le arcate che caratterizzano l’entrata. Il disegno elegante dei tre fornici che un tempo stabiliva l’ingresso e l’uscita del bestiame è ancora lì, soffermati ancora un poco e guarda cosa c’è in alto.
Ti sorprenderà scoprire sopra l’iscrizione MATTATOIO una misteriosa scultura che aleggia in posizione prominente. Se osservi con attenzione vedrai che si tratta di un toro atterrato per le corna da un genio alato, cioè da una figura mitologica a cui gli antichi romani conferivano il compito di proteggere gli uomini. Forse una sorta di buon augurio a chi giornalmente lavorava in questi stabilimenti, che rimasero attivi con le loro funzioni originali fino al 1975.
Con il passare del tempo però questo luogo si è lentamente trasformato, diventando un importante centro di aggregazione della città in cui è possibile assistere a spettacoli di teatro, esposizioni di arte contemporanea o semplicemente venire a passeggiare nel tempo libero tra le sue affascinanti architetture e lasciarsi meravigliare da ciò che si potrebbe trovare.
Adesso sei pronto per attraversare le arcate, ma mi raccomando tieni occhi e orecchie ben aperti, potresti essere tra quei fortunati che proprio all’inizio della loro esplorazione qui, hanno il piacere di essere accompagnati da qualche bella musica, da canti festosi o prove d’orchestra. Proprio all’ingresso del Mattatoio dove ti trovi c’è infatti la famosa Scuola di Musica Popolare di Testaccio dove principianti di ogni età vengono ad imparare a suonare diversi tipi di strumenti musicali.
Superati gli archi sei giunto finalmente all’interno, e nel grande spazio organizzato su viali perpendicolari puoi scorgere gli edifici disegnati da Ersoch che conservano la raffinatezza delle forme e delle linee decorative originarie in un equilibrio perfetto tra tradizione e modernità.
Lasciandoti alle spalle l’ingresso ti trovi davanti alla prima tappa della tua esplorazione: i due padiglioni “9A” e “9B” gestiti dall’Azienda Speciale Palaexpo che assieme ad altri luoghi del complesso prendono il nome di MATTATOIO e fanno parte di un ampio progetto dedicato all’arte contemporanea per offrire alla città di Roma eventi e mostre in cui vengono presentate le più avanzate ricerche del mondo delle arti performative, visive e sperimentali.
Se ne hai la possibilità fai un giro all’interno e scopri chi è di scena. Potresti incontrare opere fotografiche, proiezioni di video arte, o performance di artisti italiani e internazionali. Questi padiglioni, come scatole delle meraviglie, ogni volta si trasformano per avvolgerti in atmosfere differenti, ma ciò nonostante la loro struttura conserva volutamente intatti anche molti particolari della loro originaria funzione. Inizia la tua caccia ai dettagli. Potrai trovare molti elementi davvero curiosi: piloni in ghisa, bulloni grandi e piccoli, nastri continui con ingranaggi di scorrimento e strane sagome di ganci e utensili che accendono la fantasia.
Prosegui poi esplorando i perimetri esterni dei padiglioni. Hanno tutti caratteristiche simili: tetti spioventi, finestre a mezzaluna continue, angoli con contrafforti a rilievo e cornici che ne evidenziano le linee principali. Prova a catturare tutti i dettagli a cominciare dai materiali, toccando le pareti sentirai scorrere sotto i tuoi polpastrelli le superfici lisce dei mattoncini e quelle porose del tufo e del travertino. Con il naso all’insù potrai scoprire dei ganci in ghisa ancorati a nastri continui che corrono lungo tutti i lati. Ogni piccolo dettaglio merita un’osservazione attenta, suggerisce altre forme e nuove fantasiose interpretazioni a cui potrai dar vita in seguito.
Prosegui sulla destra sul viale principale che percorre parallelamente il muro di cinta e tra gli edifici abbandonati e quelli recuperati potrai scorgere il “PADIGLIONE II” in cui delle originali recinsioni in ferro sembrano descrivere un labirinto a zig zag. Questa particolare struttura serviva un tempo per tenere ordinato il bestiame all’aperto.
Prosegui ancora dritto e gira in fondo a sinistra per arrivare alla tua seconda tappa, dove troverai alcune delle aule della Facoltà di Architettura dell’Università Roma TRE nell’ex padiglione “VITELLARA”. Ogni giorno infatti, tantissimi futuri architetti vengono qui a studiare e a seguire le lezioni dei loro professori. Nello spazio esterno tra i tavoli con panche potresti vedere qualche studente che si prende una pausa tra una lezione e l’altra, magari in compagnia di un libro preso in prestito nella bellissima biblioteca di architettura poco più avanti. È bello pensare che il Mattatoio sia oggi un po' come una “città delle arti” dove musicisti, architetti e perfino giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Roma studiano e progettano l’arte del futuro!
Ma se non sei ancora stanco di vagare in giro, svolta alla tua sinistra per percorrere le mura perimetrali degli altri padiglioni: incontrerai altre parole curiose incise sulla pietra come “STALLE PER BESTIAME DOMITO” o “PELANDA DEI SUINI” fino ad arrivare ad un varco misterioso che ti porterà all’interno di quello che un tempo era l’ampio campo boario dove potrai fare la tua terza tappa. Qui si gode di una bella vista, che in lontananza ci svela la struttura dell’ex Gazometro della città che svetta in alto confondendosi col cielo. Oggi questo piazzale è meta di svago e attività all’aria aperta per i testaccini, ma alcuni dettagli ci parlano ancora del suo passato. Questo era il luogo in cui pascolavano gli animali e dove un tempo avveniva il mercato dei capi d’allevamento. Al centro dello spazio c’è ancora infatti una curiosa torretta di controllo e due abbeveratoi lunghi e bassi. Certo è difficile immaginare come doveva apparire un tempo questo luogo, ma oltre alle foto d’epoca esistono anche tanti film famosi girati qui dentro attraverso cui è possibile ricostruirne l’atmosfera. Tra i film che vorrei suggeriti non può mancare Dov’è la libertà di Roberto Rossellini (1954) oppure Carabinieri a Cavallo di Carlo Lizzani (1961).
Come ultima tappa attraversa il campo e arriva sotto i portici che collegano il Mattatoio con il lungotevere Testaccio, potrai vedere il famoso Worldwide Wall Testaccio: venti metri di muro tappezzato di immagini. Prova ad avvicinarti, è quasi una vertigine, un insieme variopinto di personaggi, slogan e colori sgargianti. Non si tratta però di dipinti ma di centinaia di poster creati da artisti venuti da ogni parte del mondo per contribuire ad una grande opera collettiva!
