Caravaggio (Milano 1571 - Porto Ercole 1610), San Giovanni Battista, 1604-1606. Il dipinto attribuito a Michelangelo da Merisi, detto Caravaggio è oggi uno dei capolavori della collezione della Galleria Corsini. Caravaggio raffigura San Giovanni giovane, senza la barba e coperto solo da un mantello rosso. Non è presente nel dipinto la pelliccia di cammello che nell'iconografia tradizionale lo denota e anche la ciotola dell’acqua battesimale e la croce sono marginalizzati rispetto alla potenza del colore del tessuto rosso che avvolge il Santo. Probabilmente qui San Giovanni è rappresentato in un momento di riposo durante la sua vista di penitenza.
Salvator Rosa (Napoli 1615 - Roma 1673), Il Supplizio di Prometeo, 1646-1648 ca.
Artista napoletano poliedrico che mescola nelle sue opere elementi filosofici e letterari, Salvator Rosa, in questa opera dipinge una scena del mito del supplizio di Prometeo che rimarrà incatenato a una rupe del Caucaso in preda all’aquila, simbolo di Zeus che divora giorno dopo giorno il fegato del titano. Salvator Rosa dipinge un volto estremamente espressivo: la smorfia fa percepire allo spettatore tutto il dolore provato da Prometeo.
Christian Berentz (Amburgo 1658 - Roma 1722), Lo spuntino elegante, 1717.
Il tempo sembra essersi fermato: il pane è in bilico, il cassetto è rimasto aperto, il coltello sembra stia per cadere. La natura morta dipinta da C. Berentz, pittore di origine tedesca vissuto quasi esclusivamente a Roma, si basa sul contrasto tra la frugalità del pasto e i particolari preziosi dipinti nell’opera: la tovaglia così come i bicchieri di cristallo ci fanno pensare che i commensali che si siederanno a questo tavolo probabilmente appartengono ad un alto rango sociale. Così come i cibi rappresentati: non più solo frutta ma anche insaccati come il salame che tutti i visitatori guardano incuriositi.


