
Accanto alle storie dei grandi artisti e alle ragioni che sottendono ogni atto creativo esiste anche il tuo punto di vista, quello dell’osservatore, che ha tutto il diritto di farsi spazio contribuendo alla costruzione di nuovi significati, frutto di interpretazioni personali.
Ad ognuno di noi, infatti, viene richiesto implicitamente di interagire mettendoci in ascolto, non solo delle opere, ma anche di noi stessi.
“L’opera mette in gioco il suo fruitore e lo fa risuonare come una cassa armonica. Agisce stimolando il profondo, muove le corde sommerse dando voce a parti inespresse del mondo interiore” (Silvia Spadoni, Sulla fruizione dell’opera d’arte).
È proprio questa voce “inespressa” che, attraverso l’incontro con l’arte, dobbiamo imparare a valorizzare. Quando ci scontriamo con opere che ci toccano nel profondo e ci spingono a guardarci dentro, a porci domande e a metterci in discussione, a scoprire qualcosa di noi che non pensavamo nemmeno potesse esistere, ecco che la visita al museo diventa a tutti gli effetti una preziosa occasione di evoluzione e crescita.
Quello che potrebbe accaderci, davanti ad una situazione così trasformante, è di sentirci confusi e sopraffatti.
Ecco allora che la narrazione, orale o scritta, può diventare uno strumento importantissimo attraverso il quale organizzare, elaborare e dare forma all’esperienza vissuta.
È infatti attraverso l’azione del raccontare e raccontarci che acquisiamo maggiore consapevolezza del nostro agire e del nostro pensiero.
Scopri la voce delle opere.
Cerca nel museo la sala inondata di blu: il blu del mare e dell’infinito!
Trova l’installazione dal titolo "32 mq di mare circa" del 1976 dell’artista Pino Pascali e l’opera del 1958 "International Klein blu 199" dell’artista Yves Klein.
Scegli il tuo punto di vista preferito, mettiti comodo e buona lettura!